25 anni in 25 secondi

Ecco qui, in un unico “shot” animato, la rappresentazione della situazione demografica di Bologna negli ultimi 25 anni. Più in particolare, questo scatterplot mostra, quartiere per quartiere, le serie storiche di alcune importanti variabili statistiche, e cioè:
  • i residenti complessivi;
  • i residenti solo italiani;
  • gli stranieri;
  • la popolazione tra 0 e 24 anni;
  • la popolazione over 65.

In più, abbiamo aggiunto i dati percentuali su ciascuna variabile.

Va detto che i dati qui impostati sono stati ricavati dai relativi dataset messi a disposizione in formato aperto dal Comune di Bologna.

Facendo partire la “linea del tempo” (tasto “Play”, ultima riga in basso), e impostando le variabili sulle assi X e Y, è possibile guardare come cambiano, in 25 anni, i quartieri bolognesi… e tutto questo in soli 25 secondi!


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Un esempio…

Impostiamo sull’asse Y (verticale) il valore “Abitanti”, e sull’asse Y il valore “Stranieri”. Nella colonna a destra, selezioniamo “Colori distinti” nel menù a tendina “Colore”, e “Stranieri” nel menù a tendina “Dimensioni”.

Nella situazione di partenza (1986) abbiamo quindi 9 pallini colorati, che raffigurano i quartieri di Bologna. Le dimensioni dei pallini (la loro ampiezza) rappresentano le dimensioni degli stranieri residenti: nel1986, come si può vedere, tali dimensioni sono ancora molto piccole. Nella colonna verticale vediamo il numero di abitanti complessivi, italiani e stranieri (calcolato ovviamente per quartiere): i quartieri più popolosi sono, nel 1986, Savena e Navile, seguiti da Santo Stefano e San Vitale. Il numero di stranieri residenti in ciascun quartiere è sostanzialmente simile, con Santo Stefano e San Vitale leggermente sopra la media.

Adesso facciamo partire la linea del tempo, e osserviamo il “balletto” dei dati dal 1986 al 2011. Notiamo che, fino al 1997-98, la popolazione dei quartieri diminuisce, con la sola differenza di Navile che è in controtendenza.

Fermiamoci al 1998 e facciamo alcune considerazioni:

  1. le dimensioni dei pallini aumentano: vuol dire che aumentano i residenti stranieri in ogni quartiere;
  2. in media, il numero di stranieri per quartiere non supera i 5.000 abitanti;
  3. In linea generale, il numero di abitanti complessivo scende in tutti i quartieri;
  4. Navile è il quartiere maggiormente abitato da residenti stranieri, seguito da Santo Stefano e San Vitale. Il quartiere Savena, pur occupando il 2° posto in quanto a popolazione residente in generale (oltre 60.000), presenta un numero di stranieri residenti simile ai quartieri Saragozza e Porto.

Premiamo nuovamente il tasto “Play”, e vediamo cosa succede…

  • Aumentano le dimensioni di tutti i pallini, e cioè il numero di stranieri residenti, con la maggior parte dei quartieri che alla fine, nel 2011, si trovano oltre la linea dei 5.000 abitanti stranieri.
  • Tra il 2001 e il 2002 si evidenzia un “balzetto” all’indietro di quasi tutti i pallini;
  • Tra il 2002 e il 2003 succede qualcosa di significativo: il numero di abitanti stranieri cresce più rapidamente rispetto al passato. È, con tutta probabilità, l’effetto della sanatoria di quegli anni;
  • Savena diventa il secondo quartiere maggiormente abitato da stranieri, distanziato di poco da San Vitale. Il quartiere Santo Stefano, che nel 1998 era il 2° in quanto a residenti stranieri, alla fine del 2011 è al 4° posto;
  • Il quartiere Navile è in assoluto quello che vede, nella nostra “storia in movimento”, l’incremento più significativo sia in termini di abitanti sia, soprattutto, per quanto riguarda gli stranieri. Dal 2008, Navile è l’unico quartiere di Bologna nel quale risiedono oltre 10.000 stranieri.

Possiamo provare a esercitarci nella lettura dei dati incrociando altre variabili, per esempio sostituendo nell’asse delle ascisse i “Giovani 0-24” al posto degli “Stranieri”, e magari mantenendo le dimensioni dei pallini impostate su “stranieri”, seguendo così contemporaneamente un trend demografico di 25 anni attraverso 3 variabili (la quarta è quella del tempo).

E così via...

Un modo per raccontare i dati in modo semplice, rapido ed efficace non solo a fini giornalistici, ma anche in ambito educativo e scolastico. In poche parole, un racconto "smart" della situazione demografica degli ultimi 25 anni di Bologna.


La città che cambia





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